Autismo, DSA e…

Dott.ssa Donatella Ghisu Ψ

L’inattenzione

O facile distraibilità si manifesta soprattutto come scarsa cura per i dettagli ed incapacità a portare a termine le azioni intraprese: i bambini paiono costantemente distratti come se avessero sempre altro in mente, evitano di svolgere attività che richiedano attenzione per i particolari o abilità organizzative, perdono frequentemente oggetti significativi o dimenticano attività importanti.

L’impulsività (altra caratteristica presente) si presenta come difficoltà ad organizzare azioni complesse, con tendenza al cambiamento rapido da un’attività ad un’altra e difficoltà ad aspettare il proprio turno in situazioni di gioco e/o di gruppo. Tale impulsività è generalmente associata ad iperattività: i bambini sono riferiti come mossi da un motorino, hanno difficoltà a rispettare le regole, i tempi e gli spazi dei coetanei, a scuola trovano sesso difficile anche rimanere seduti.

Tutti questi sintomi non son causati da deficit cognitivo o ritardo mentale, ma da difficoltà oggettive nell’autocontrollo e nella capacità di pianificazione. Tutti i  bambini possono, presentare, in determinate circostanze, qualcuno dei comportamenti descritti. Qualunque bambino e anche qualche adulto, tende a distrarsi ed a commettere errori durante attività prolungate e ripetitive. Chiunque abbia accompagnato un bambino in un parco giochi ha sicuramente osservato bambini di 6-7 anni correre da un gioco all’altro, disinteressandosi del proprio giocattolo preferito e magari abbandonandolo in un angolo del parco senza ricordarsi dove, per irrompere poi in un gruppo di altri bambini ed inserirsi nel loro gioco.

La ricerca delle novità e la capacità di esplorare rapidamente l’ambiente sono da considerare comportamenti positivi dal punto di vista evolutivo e, dunque, vanno stimolati e favoriti.

Talvolta, però, tali modalità do comportamento sono persistenti in tutti i contesti (casa, scuola, ambienti di gioco) e nella gran parte delle situazioni (lezione, compiti a casa, gioco coi genitori e i coetanei, davanti alla tv, ecc.) e costituiscono la caratteristica costante del bambino. Questi bambini mostrano, soprattutto in assenza di un supervisore adulto, un rapido raggiungimento del livello di stanchezza e di noia che si evidenzia con frequenti spostamenti da un’attività non completata, ad un’altra, perdita di concentrazione e incapacità di portare a termine qualsiasi attività protratta nel tempo.

Nella gran parte delle situazioni c’è difficoltà a controllare i propri impulsi e a posticipare una gratificazione: manca la capacità di riflettere prima di agire, ad aspettare il proprio turno, a lavorare per un premio lontano nel tempo anche se consistente. Quando confrontati coi coetanei, mostrano un’eccessiva attività motoria (come muovere continuamente le gambe anche da seduti, giocherellare o lanciare oggetti, spostarsi da una posizione all’altra). L’iperattività compromette l’adeguata esecuzione dei compiti richiesti.

Tali bambini son visti come agitati, irrequieti, incapaci di stare fermi e sempre sul punto di partire. Un adulto può aver l’impressione che il bambino abbia difficoltà a comprendere le istruzioni e faccia un uso improprio delle abilità di memoria.

L’incapacità a stare attenti e controllare gli impulsi fa sì che i bambini con ADHD abbiano una minore resa scolastica e sviluppino con maggior difficoltà le proprie abilità cognitive: tale difficoltà può comportare un minor punteggio nei testi d’intelligenza.

In età scolare le difficoltà di attenzione, l’iperattività e l’irrequietezza possono anche far parte di un quadro più complesso di ritardo cognitivo di grado lieve o moderato, oppure costituire uno dei sintomi caratteristici di un disturno dell’umore, di tipo depressivo o bipolare, o di un disturbo d’ansia.

Frequentemente i bambini mostrano un’assenza di savoir faire sociale che, sebbene non sia codificata nei momenti diagnostici, impedisce loro di coglere quegli stimoli sociali non verbali che modulano le relazioni interpersonali. I bambini con ADHD possono presentare associate difficoltà scolastiche, disturbi comportamentali e di socializzazione o disturbi specifici dell’apprendimento.

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