Autismo, DSA e…

Dott.ssa Donatella Ghisu Ψ

Quando il disagio dei bambini segnala il disagio dei grandi

Davanti ad un problema evolutivo o a segnali fisici ricorrenti nei bambini (vedi tosse, asma, enuresi, problemi scolastici…) lo psicoterapeuta dovrebbe chiedersi che cosa impedisce a quella famiglia di proseguire il suo percorso senza intoppi.

Infatti “ad ogni scatto del bambino nel suo percorso evolutivo corrisponde un cambiamento nel sistema, cioè un’area di sviluppo della coppia genitoriale e coniugale, sia verso il bambino sia verso le rispettive famiglie d’origine”.

Il bambino utilizza il proprio corpo per stare in sintonia con l’universo relazionale della sua famiglia, segnalando con i sintomi le situazioni i disfunzionali.

Questa affermazione è basata sul modello concettuale di S. Minuchin secondo il quale “alcune organizzazioni familiari sono strettamente legate allo sviluppo ed al mantenimento dei sintomi psicosomatici infantili” e “tali sintomi hanno un ruolo fondamentale nel mantenimento dell’omeostasi familiare”. Intendo per omeostasi, quell’equilibrio all’interno del quale possono avvenire piccoli cambiamenti che mantengono sempre la famiglia uguale a se stessa.

In effetti, il bambino con i suoi sintomi si può integrare in un modello interattivo familiare che serve ad evitare il conflitto in famiglia. D’altra parte, questo ruolo rinforza a sua volta i sintomi. Le famiglie nelle quali emerge la malattia psicosomatica di uno dei loro membri, hanno quattro caratteristiche fondamentali studiate da Minuchin e collaboratori:

  1. invischiamento, che consiste in un alto grado di coinvolgimento ed attaccamento reciproco; unito all’assenza di un sottosistema genitoriale efficace e chiaramente definito, con estrema permeabilità fra i sottosistemi;
  2. iperprotettività. Se da una parte l’alto grado di preoccupazione per il benessere reciproco coinvolge tutti i membri della famiglia, dall’altro il membro portatore del sintomo ben presto fa l’esperienza di come può proteggere la propria famiglia, ad esempio interrompendo sequenze relazionali conflittuali con il comparire o l’esacerbarsi del sintomo ( es: il bambino ha un attacco d’asma la notte dopo che mamma e papà a cena non si sono parlati);
  3. rigidità. L’impegno di tutti i membri nel mantenere lo status quo è fortemente aiutato dal membro sintomatico che riesce ad impegnare tutta la famiglia con il suo sintomo, nel momento in cui si prospetta qualche importante modificazione relazionale.
  4. mancanza di risoluzione del conflitto è conseguenza del forte evitamento della negoziazione esplicita dei punti di vista differenti. Anche in questo caso la malattia può essere utilizzata e vista come strumento di comunicazione.

In effetti tensioni che minacciano l’equilibrio della coppia genitoriale possono essere tenute nascoste dall’unico problema rappresentato dalla malattia del figlio, che ora assorbe interamente i genitori.

Il sintomo asmatico, dunque consente di evitare la discussione aperta del problema coniugale, arrivando nel tempo a stabilizzare modelli comunicativi familiari tipici, da cui esso può essere, circolarmente, informato e stabilizzato” .

Le emozioni di tutta la famiglia vengono perciò accuratamente filtrate nella loro espressione allo scopo di evitare tensioni e conflittualità.

Non riconoscere questo processo e intervenire solo con le cure mediche sul bambino, rinforza tale meccanismo e avvia il bambino ad un incastro all’interno della coppia genitoriale dal quale sarà difficile liberarsi anche da adulto.

Per questo la collaborazione e lo scambio di interventi tra lo spicoterapeuta con il pediatra e il medico di base (i primi ai quali i genitori si rivolgono) non solo è auspicabile ma anche necessario per non fare diventare “malato” un bambino che segnala la difficoltà dei grandi.

 

BIBLIOGRAFIA

  • Vassella P. – “L’osservazione relazionale del pediatra” in “Ecologia della Mente” – vol. 19, n. 2, 1996.
  • Minuchin S. – “Un modello concettuale sulla malattia psicosomatica dei bambini” in “Famiglia e malattia psicosomatica” –  Edizioni NIS.
  • Onnis L. – “L’asma infantile in una prospettiva sistemica: da una revisione del concetto di cronicità e un modello sperimentale di terapia” in “Famiglia e malattia psicosomatica” – Edizioni NIS.
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