Autismo, DSA e…

Dott.ssa Donatella Ghisu Ψ

Spazio bambini

E’ bene precisare che non sempre i problemi psicologici dei bambini rientrano in un quadro francamente psicopatologico e che spesso le difficoltà si risolvono naturalmente e spontaneamente, altre volte invece, perdurano e si aggravano.

Un disagio è rilevante sul piano clinico se

  • persiste nel tempo,
  • le tentate soluzioni hanno mantenuto o aggravato il problema,
  • la famiglia sente di non poter agire direttamente ed efficacemente per far fronte al problema,
  • il livello di stress conseguente è troppo elevato per il bambino e/o per la famiglia,
  • è evidente una significativa compromissione del funzionamento nell’ambito familiare, scolastico o sociale.

In questi casi è bene, non trascurare il malessere psicologico dei bambini contando sul fatto che “passerà con la crescita”. Imparare a riconoscere ed accogliere i segnali di disagio da parte di genitori e insegnanti è fondamentale per far fronte tempestivamente al problema; è dimostrato, infatti, che prima si interviene maggiori sono le possibilità di aiutare efficacemente il bambino.

Il disagio infantile è spesso nascosto e difficilmente un bambino chiederà aiuto per una problematica psicologica, cosa che invece è in grado di fare un adolescente o un adulto. I bambini poi, anche a 7 o 8 anni, non esprimono il loro malessere attraverso le parole, lo fanno invece attraverso sintomi, comportamenti, reazioni emotive.

Lo spazio bambini si configura come un servizio per la prevenzione, diagnosi e terapia del bambino, ma anche più semplicemente come un luogo in cui potersi confrontare relativamente a difficoltà o dubbi che i genitori talvolta possono vivere nella relazione con i loro figli, in questi casi spesso non si coinvolgono i bambini, ma si lavora direttamente con mamma e papà.

La prima fase prevede due o tre colloqui con i genitori allo scopo di capire approfonditamente qual è il problema che portano e il loro bisogno. Durante questa fase si raccolgono: la storia clinica e di sviluppo del bambino e la storia familiare e sociale. La relazione che si costruisce tra specialista/i e famiglia deve essere improntata sulla massima collaborazione.

Successivamente si concordano 4 o 5 incontri con il bambino, durante i quali si cerca di determinare il livello di funzionalità e di sviluppo in diverse aree di base e si rilevano gli aspetti psicologici, affettivi, emotivi e comportamentali.

Un colloquio finale permetterà di fornire ai genitori un parere che comprenda suggerimenti di tipo psicoeducativo sul da farsi o proposte per una presa in carico globale e integrata.

Alcuni dei principali disturbi o problemi con esordio nell’età evolutiva (infanzia e adolescenza):

Disturbi Specifici dell’Apprendimento: disturbo di lettura, scrittura, calcolo

Disturbo da deficit di attenzione e comportamento dirompente: deficit d’attenzione e iperattività, disturbo della condotta, disturbo oppositivo provocatorio

Disturbi della regolazione: del sonno, dell’alimentazione

Disturbi dell’evacuazione: enuresi ed encopresi

Depressione
Disturbo d’ansia: da separazione, generalizzata, disturbo ossessivo-compulsivo

Mutismo selettivo

Disturbo da stress post traumatico

Fobie: monosintomatica, scolare, sociale

Difficoltà emotive e/o comportamentali

Disagio giovanile: isolamento sociale, (hikikomori) apatia, demotivazione, bullismo

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