Autismo, DSA e…

Dott.ssa Donatella Ghisu Ψ

Dove avviene l’apprendimento sociale?

Urie Bronfenbrenner[13], autore di un’originale teoria definita da lui stesso “Ecologica”, interpreta le condotte umane in chiave socio-culturale, soffermandosi ad analizzare i processi attraverso i quali, i rapporti e le dinamiche ambientali, influenzano lo sviluppo degli individui.

La definizione di “ambiente” che egli propone, è molto più vasta di quella che si è soliti condividere la sua prospettiva, infatti, si estende ben oltre la situazione immediata alla quale il soggetto partecipa personalmente, e si allarga fino a comprendere un complesso sistema di strutture, collocate l’una dentro l’altra. La più piccola di tali strutture è il microsistema: esso rappresenta il cuore di questo apparato ecologico e può essere definito come il luogo sociale (famiglia, scuola, enti sportivi etc.) in cui la persona si trova, momentaneamente, inserita.

Le relazioni tra i singoli microsistemi costituiscono il livello del mesosistema, mentre l’esosistema comprende l’insieme degli ambienti che, pur essendo estranei all’individuo, ne influenzano comunque lo sviluppo per vie indirette.
L’ultima delle quattro strutture, che è anche quella più complessa, prende il nome di macrosistema: essa racchiude in sé tutti i meccanismi relazionali che stanno alla base dei rapporti interstrutturali di livello inferiore e si identifica con la cultura o la sottocultura del gruppo sociale.

[13] Urie Bronfenbrenner, Ecologia dello sviluppo umano, 1986

 

Questo riferimento al pensiero del Bronfenbrenner serve per spiegare che il nostro comportamento subisce le influenze della società ad ognuno di questi livelli ecologici, quindi “l’apprendimento deviante”, quello che abbiamo ipotizzato essere causa delle condotte aggressive infantili, può avere origine sia all’interno della famiglia che della scuola, sia nei centri sportivi che nelle strade del quartiere o, addirittura, può essere legato ai mezzi mediatici di informazione.

Nel contesto domestico, per esempio, genitori autoritari che impongono il proprio volere facendo uso di costrizioni e punizioni, insegnano ai figli ad utilizzare la prepotenza per prevaricare il prossimo ed a far uso dell’aggressività per impaurire chi si oppone alle loro decisioni.

Allo stesso modo i programmi televisivi, i film, i videogame, che con sempre maggiore leggerezza fanno ricorso a personaggi aggressivi e violenti, possono influenzare negativamente lo sviluppo dei bambini, in quanto creano una sorta di assuefazione all’aggressività, che potrebbe ostacolare la capacità di discernere i comportamenti socialmente ed eticamente corretti da quelli immorali.

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