Autismo, DSA e…

Dott.ssa Donatella Ghisu Ψ

Decorso

I sintomi del disturbo oppositivo provocatorio compaiono, solitamente, prima degli otto anni e, in genere, non più tardi dell’adolescenza.
Questa fase dello sviluppo è particolarmente delicata in quanto, il bambino, non possiede ancora una personalità strutturata ed i comportamenti ostili e negativistici possono essere una manifestazione della sua transitoria instabilità
emotiva. Bisogna essere molto cauti, quindi, prima di eseguire la diagnosi.

Per i genitori prendere consapevolezza del “problema” del proprio bambino non è facile. Lo sviluppo sintomatico è lento e graduale, quindi all’inizio è probabile che le manifestazioni oppositive vengano ignorate o considerate semplici
capricci. Quando esse assumono forme più gravi e frequenti, i familiari, in genere, cercano informazioni da chi, dopo di loro, è a più stretto contatto con il figlio, come gli insegnanti. Quello che cercano di sapere è se qualcun altro si è accorto dei cambiamenti che hanno subito le modalità relazionali del bambino.
Non sempre questa ricerca darà risultati, perché il disturbo, che si manifesta sempre all’interno delle mura domestiche, può non manifestarsi al loro esterno o di fronte ad altri adulti. Si tratta, ovviamente, di un grande impedimento che può
determinare forti ritardi nei tempi diagnostici dato che, anche agli occhi di un esperto, il bambino può apparire normale.

Si comprende, quindi, che dal momento dell’esordio, possono trascorrere anche mesi o anni, prima che il disturbo venga ad essere riconosciuto e trattato con appositi interventi terapeutici.
Il decorso è variabile e dipende da una moltitudine di fattori quali la gravità del problema, la presenza di disturbi concomitanti, l’integrità della famiglia.

Disturbi concomitanti possono essere: Disturbo dell’Apprendimento e della Comunicazione, Disturbo dell’Umore, Disturbi da uso di sostanze illecite, Disturbo da deficit di Attenzione e Iperattività.

I dati statistici ci dicono che il 25% dei soggetti diagnosticati come affetti da Disturbo Oppositivo Provocatorio, dopo alcuni anni non possono più essere qualificati come tali[8], in quanto non soddisfano più i criteri del DSM-IV.
Non è chiaro, però, quanti di questi soggetti, erano stati erroneamente diagnosticati e quanti, invece, sono andati incontro ad una guarigione. È, in ogni modo, provato che interventi terapeutici tempestivi e sostegno familiare, sono fondamentali per una prognosi positiva. Nel 75% dei casi il disturbo persiste oltre l’età prescolare e questo è dimostrato anche da uno studio condotto da Speltz[9] e colleghi, su di una popolazione di bambini con DOP, tenuti sotto osservazione per un intervallo di due anni.

I ricercatori hanno notato che alcuni sintomi, come l’essere permalosi, facilmente irritabili, vendicativi, punitivi, e la compresenza del DDAI, sono indici di un disturbo maggiormente persistente.
Cosa accade a quei bambini in cui la diagnosi persiste? In essi i comportamenti oppositivi, ostili e provocatori potranno restare stabili nel tempo ma, nei casi più gravi, potranno anche evolversi, lungo un excursus che porterà il bambino alla violazione dei diritti altrui.

[8] Harold I. Kaplan; Benjamin J. Sadock; Jack A. Grebb, Psichiatria- Manuale di scienze del comportamento e psichiatria clinica, Centro Scientifico Internazionale 1998.
[9] Speltz M.L., McClellan J., DeKlyen M., Jones K. 1999.

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