Autismo, DSA e…

Dott.ssa Donatella Ghisu Ψ

Il rapporto con i coetanei

Da quanto detto finora si desume che i bambini oppositivi/provocatori non riescono ad instaurare dei buoni rapporti con gli adulti, forse perché li identificano con l’autorità, o forse perché non accettano il loro modo di ragionare sempre in termini di norme e divieti.
Quello che è più preoccupante, però, è che questi bimbi non sono fonte di apprensione soltanto per i genitori e per gli insegnanti, ma anche per i compagni, i quali, il più delle volte, li considerano dei veri e propri incubi e arrivano a temere persino la loro vicinanza. Il problema è che, i soggetti affetti dal DOP, manifestano la loro incapacità di conformarsi alle regole anche nelle relazioni tra pari, come i lavori di gruppo o le attività ricreative.

Nel contesto ludico si mostrano poco inclini alla collaborazione di squadra e all’alternanza di turni, infatti, volendo sempre stare al centro dell’attenzione, finiscono con l’intromettersi negli spazi d’azione dei compagni, impedendone la partecipazioni ai giochi comuni.
Nelle altre attività, invece, cercano sempre di comandare e imporre la propria volontà ad ogni costo, arrivando ad aggredire con insulti e minacce chi non si mostra concorde con le loro idee.

Gli amici, ovviamente, alla lunga si stancheranno di queste prepotenze e inizieranno anche ad aver paura delle loro reazioni improvvise ed esageratamente aggressive, così cominceranno ad evitare la loro compagnia e pian pianino inizieranno ad allontanarli dal gruppo.

Questo rifiuto da parte dei coetanei, purtroppo, non farà altro che aggravare ancor più la loro condizione di disadattati, infatti, dalla posizione marginale nella quale si troveranno relegati, risulterà loro molto difficile acquisire quelle competenze sociali che si apprendono attraverso le relazioni con il prossimo. In altre parole si verrà a creare una sorta di circolo vizioso: a causa della loro incapacità di adattamento, i soggetto oppositivi/provocatori, avranno grosse difficoltà ad instaurare relazioni amichevoli durature, e ritrovandosi soli e senza qualcuno con cui interagire, non potranno neanche sperimentare forme migliori di socializzazione.

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