Autismo, DSA e…

Dott.ssa Donatella Ghisu Ψ

Disturbi pervasivi dello sviluppo

Il bambino con sindrome di Asperger

Adattamenti e strategie per favorire l’apprendimento e l’integrazione

      La sindrome di Asperger è un disturbo di tipo autistico spesso non semprlice da individuare, perché accanto ad alcune difficoltà connesse soprattutto alla comunicazione, come nell’autismo, così come all’interazione sociale e agli interessi ristretti, può esserci anche un’intelligenza pari o superiore alla norma che “maschera” le disabilità.

      Come tutti i disturbi autistici, la sindrome di Asperger, pone diverse difficoltà agli alunni di ogni età, specie nella scuola secondaria, ove le attività implicano il pensiero creativo e deduttivo. Spesso le manifestazioni di tale sindrome sono trascurate  o interpretate in modo scorretto poiché è ancora pressoché poco familiare sia agli insegnanti, sia a molti specialisti. C’è anche da dire che, il comportamento degli Asperger, presenta aspetti e sfumature che sono talvolta fuorvianti.

      Ma come si manifestano tali caratteristiche nel linguaggio e nelle modalità di apprendimento, spercie nei ragazzi delle scuole medie? E quali interventi specifici e adattamenti favoriscono l’appendimento e l’integrazione di tali alunni?

CARATTERISTICHE della SINDROME di ASPERGER

      Il gruppo dei sintomi che rientra nella sindrome di Asperger, fu identificata nel 1944 da Hans Asperger più o meno nello stesso periodo in cui  Leo Kanner descrisse la combinazione di comportamenti propri dell’autismo. La sindrome di Asperger fu inerita nel 1994 nel Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM) e collocata tra i disturbi generalizzati dello sviluppo. Molti ricercatori ritengono che vi siano delle differenze tra i soggetti che presentano le caratteristiche della sindrome di Asperger, sia sul piano delle abilità cognitive, sia su quello del funzionamento sensoriale, delle abilità sociali e dello sviluppo motorio generale. La sindrome di Asperger presenta, inoltre, sovrapposizioni con altri disturbi, come:

  • il disturbo ossessivo-compulsivo;
  • la disabilità di apprendimento non verbale;
  • il disturbo da deficit d’attenzione e iperattività;
  • la sindrome di Tourette;
  • l’autismo ad alto funzionamento;
  • la sindrome di Rett;
  • l’iperlessia;
  • il disturbo generalizzato dello sviluppo NAS.

      Pur essendo simile all’autismo poiché hanno caratteristiche comuni è [forte compromissione dell’interazione comunicativa, comportamenti stereotipati e compulsivi, alterazioni o ritardi nello sviluppo del linguaggio], la sindrome di Asperger si distingue da esso per il grado di evidenza e la gravità dei sintomi e la presenza di sintomi aggiuntivi. Un esempio è dato dal fatto che i bambini con Asperger, mostrano normalmente, abilità verbali buone e molto buone, ma notevoli difficoltà a rispondere a domande che implicano un pensiero deduttivo o critivo. In particolari situazioni sociali, poi, interagiscono spesso in modo inappropriato e, se tipicamente hanno un QI nella norma o sopra la norma, presentano anche problemi comportamentali o emozionali come scoppi d’ira, ansia i quali influiscono in modo negativo le  percezioni dell’insegnante. Gli Asperger possono anche mostrare comportamenti disadattivi erroneamente attribuiti a una deliberata voltontà di imporsi o manipolare gli altri, anche se, in realtà, dipendono solo dalle difficoltà a comprendere le interazioni sociali.

      Diversamente dai bambini autistici, gli Asperger non sono spesso riconosciuti  o ricevono diagnosi errate per diversi anni e,  pertanto, l’aiuto e il sostegno di cui hanno bisogno, arrivano tardi. In base alla ricerca, tale sindrome, è attribuibile a disfunzioni neurobiologiche o a fattori genetici.

Strategie compensatorie per la sovrastimolazione sensoriale

      Gli studi dimostrano la necessità che gli insegnanti attuino delle strategie compensatorie per aiutare gli alunni con Asperger a gestire gli effetti della sovra stimolazione sensoriale a cui sono spesso esposti in classe. Se, infatti, la stimolazione è eccessiva e/o disturbante, gli alunni possono reagire con comportamenti di evitamento. Myles e altri individuano essenzialmente otto aree nelle quali può verificarsi il sovraccarico sensoriale:

  • Olfatto;
  • Movimento;
  • Equilibrio;
  • Feedback muscolare;
  • Gusto;
  • Udito;
  • Vista;
  • Area orale.

      Un’inefficace elaborazione sensoriale può infatti creare delle iper/iposensibilità che distraggono i ragazzi dalle attività che stanno svolgendo e le cause e le circostanze in cui possono manifestarsi sono diverse, come, ad esempio, il lavarsi i denti, l’andare in bicicletta, tollerare gli abiti che indossano.

      Per aiutare gli alunni a gestire tali sensibilità si possono usare diverse strategie, che vanno poi adattate ai bisogni individuali. Anche in questa sindrome, come per gli altri disturbi autistici, il canale visivo è una risorsa e, per tale ragione, la presentazione delle lezioni o il dare istruzioni, è bene siano associate a testi o immagini in bianco e nero che l’alunno può consultare facilmente. I software didattici e le registrazii video possono, inoltre, migliorare  i processi uditivi. Attività, queste, che aiutano sicuramente l’alunno a compensare le difficoltà sensoriali e da integrare nelle attività quotidiane.

      Si possono, ancora, utilizzare materiali di manipolazione per l’aspetto tattile o, se il disagio è a livello orale, masticare chewing-gum o tenere in bocca una caramella dura, in base alle necessità.

      Per il disagio visivo, invece, si può adeguare l’illuminazione, abbassando o modificando l’intensità della luce in classe, evitando anche le superfici riflettenti; la sensibilità uditiva, può esser migliorata riducendo i rumori non necessari come il ticchettio dell’orologio.

Strategie d’intervento sociale

      Tutti i bambini hanno necessità di imparare a gestire le esperienze di vita ma quelli con sindrome di Asperger, hanno molte difficoltà per l’interpretazione delle azioni e delle parole degli altri. E’ necessario, dunque, insegnare abilità comunicative specifiche che consentano di comprendere correttamente persone e situazioni sociali.

      La pragmatica della comunicazione può essere sviluppata attraverso ladimostrazione diretta delle abilità coinvolte. E, a tale scopo, sono utili i giochi di società come le carte o altro, che favoriscono numerose abilità d’interazione, come il rispetto dei turni, l’avvio della comunicazione, la richiesta di informazioni, il mantenimento dell’argomento. Nel gioco, è bene evidenziare l’uso del linguaggio del corpo, delle esperssioni facciali e dei gesti, fornendo una guida nel riconoscimento e interpretazione delle caratteristiche della voce: ad esempio, due persone che parlano sottovoce è probabile che stiano condividendo un’informazione riservata; un volume di voce più altro può invece indicare, frustrazione o rabbia.

      Per comprendere e gestire le situazioni sociali sono utili le storie sociali, da leggere o creare in base ai bisogni, nonché le conversazioni con i fumetti, che evidenziano visivamente con parole e immagini, le dinamiche, le emozioni, i pensieri che entrano in gioco nelle relazioni sociali. Per sviluppare gli aspetti esteriori della comunicazione come l’uso della voce e i gesti, un’ottima attività è far interpretare il ruolo del cronista di un notiziario locale che richiede preparazione, pratica e analisi dei gesti, del tono di voce e dell’intonazione.

      Molto importante è, infine, ricordare che nell’autismo e nell’Asperger, c’è grande difficoltà a gestire le novità poiché può provocare ansia e ostacolare l’interazione con l’ambiente. In questo caso è semplice dare indicazioni su persone, spazi, attività. Ad esempio, a scuola e negli spostamenti, avere una mappa che mostri i percorsi; così come è opportuno dare l’opportunità di incontrare e conoscere insegnanti e operatori.

Il linguaggio verbale

      Riveste un ruolo centrale nella vita specie in quella scolatica visto che contenuti disciplinari, spiegazioni, istruzioni, ecc., sono trasmessi tutti verbalmente. Esiste dunque un forte legame tra linguaggio ed educazione e linguaggio e comunicazione sono processi costruiti socialmente, pertanto, lo svantaggio di un disturbo sociocomunicativo è enorme. Oltra a questo, non si deve dimenticare che molti contenuti disciplinari sono trasmessi con l’uso di concetti astratti e, proprio l’astrazione, è un’area molto critica nei disturbi dello spettro autistico. Per tale ragione, nella didattica è necessario adottare modalità e strumenti visivi che siano una rappresentazione maggiormente concreta dei contenuti. Molta attenzione si dovrà, inoltre, dedicare all’uso di termini potenzialmente ambigui, espressioni ideomatice e metafore, visto che lo stile comunicativo autistico è fortemente letterale.

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