Autismo, DSA e…

Dott.ssa Donatella Ghisu Ψ

Organizzare un programma per la rieducazione della dislessia nelle scuole

     

      Ho vent’anni di esperienza di lavoro come insegnante di posto comune ma specializzata per il sostegno, all’interno dei quali ho svolto ruoli che sono andati al di là dell’insegnamento stesso (anche se sempre a questo erano rivolti), come le funzioni strumentali per il sostegno: sostegno ai bambini, agli insegnanti, ai genitori. Proprio sulla base di questa mia esperienza effettuata sul campo e quotidianamente, ritengo che ogni scuola debba esser “provvista” di una persona qualificata e con formazione adeguata, riconosciuta formalmente dal dirigente come persona responsabile del programma di somministrazione ei test diagnostici e del programma di rieducazione.

      Questa persona risponde per:

  • la formazione degli specialisti;
  • il continuo miglioramento degli stessi;
  • la valutazione dell0uso che essi fanno di materiali e tecniche di insegnamento;
  • i risultati degli allievi.

      Il responsabile del distretto scolastico deve provvedere alla formaziome degli insegnanti specializzati, insegnanti di sostegno che hanno il compito dell’insegnamento rieducativo degli studenti che presentano (anche) difficoltà di apprendimento o dislessia. E’ evidente che necessita anche della collaborazione di altri membri del personale delle scuole per agevolare il progresso di questi studenti nel programma globale della scuola e, infine, dovrà supervisionare il lavoro degli insegnanti.

      Le principali responsabilità, sono:

  • stabilire la formazione degli attuali e dei nuovi insegnanti di sostegno e degli altri operatori;
  • provvedere alla supervisione del lavoro degli insegnanti e seguire il rpogresso di tutti gli studenti presi in carico;
  • tenere riunioni e corsi di aggiornamento con gli insegnanti di classe al fine di sensibilizzarli ai problemi degli studenti con difficoltà di apprendimento nella lettura, nella matematica o con deficit di attenzione;
  • tenere riunioni con i genitori per descrivere il programma seguito per la rieducazione e suggerire il sostegno che possono dari ai loro figli;
  • lavorare in collaborazione coi responsabili delle scuole materne al fine di individuare precocemente i bambini che possono non esser pronti per l’ingresso nella scuola elementare;
  • provvedere a programmi di screening per individuare gli studenti con tali difficoltà;
  • segnalare gli studenti individuati attraverso lo screening per tali difficoltà o che presentano altre difficoltà (motorie, sviluppo del linguaggio, cognitive, ecc.), agli altri servizi della scuola o all’Azienda Sanitaria;
  • indicare alle autorità scolastiche i cambiamenti necessari e occorrenti nelle strutture per soddisfare l’esigenza degli alunni con difficoltà di apprendimento;
  • avere completa autorità su metodi e materiali di istruzione degli studenti con tale difficoltà;
  • determinare i testi da somministrare annualmente per misurare il progresso dello studente;
  • stabilire i criteri per determinare quando, lo studente, può lasciare il programma di rieducazione;
  • preparare un piano educativo individualizzato per ogni studente con difficoltà di apprendimento.

Il responsabile dei progammi di rieducazione ha, inoltre, l’impegno di essere sempre al corrente delle recenti ricerche in psicologia, pedagogia, neurologia e nelle leggi che riguardano gli studenti con bisogni speciali.

Compiti dell’educatore e dell’insegnante di sostegno

  • Eseguire i programmi di sreening proposti dal responsabile per la provincia.
  • Eseguire i test individuali prescriti dagli operatori che supportano il lavoro per evidenziare le difficoltà specifiche dello studente.
  • Scrivere una relazione sui risultati dell’osservatore di ogni studente di cui è responsabile.
  • Svolgere l’intervento terapeutico, più volte la settimana, per la rieducazione della dislessia seguendo un programma strutturato.
  • Tenere riunioni con gli insegnanti di classe di ogni studente di cui è responsabile entro la prima settimana dell’anno scolastico per dare informazioni sulle difficoltà do apprendimento dello studente.
  • Assistere a corsi di formazione, riunioni professionali e congressi sull’argomento della difficoltà di apprendimento.
  • Tenere riunioni coi genitori degli studenti di cui è responsabile per informarli sul progresso dello studente e dare loro suggerimenti per aiutarlo a casa.
  • Eseguire i post-test alla fine dell’anno scolastico per misurare il progresso nel programma rieducativo.
  • Scrivere una relazione sul progresso avvenuto con le indicazioni per l’anno successivo per ogni studente di cui è responsabile, fornendone una copia alla scuola e una ai genitori.

Quale formazione per l’insegnante

      Anche se è  buona norma avere uno specialista in problematiche di apprendimento quando si affrontano problemi di bambini con dislessia, è vero che vi sono persone naturalmente portate all’insegnamento diagnostico-descrittivo, persone che hanno sempre cercato un modo con cui insegnare al bambino che non impara in modo tradizionale. Queste persone, approfittando dela formazione specifica per dislessici, possono insegnare bene se hanno un programma strutturato e se sono in possesso di materiali programmati con molta cura.

      Esse devono avere la possibilità di una consulenza regolare specie nelle prime settimane dall’inizio del programma almeno una volta la settimana; successivamente, con minor frequenza con uno specialista dell’apprendimento che osserva la lezione e segue il progresso del bambino dando consigli sui metodi e tecniche adottate. Seguendo con cura le istruzioni date, l’insegnante può affrontare e risolvere i casi non troppo gravi, ma se le difficoltà incontrate dovessero pregiudicare i risultati, bisogna rivolgersi a specialisti con molta esperienza nel campo.

Come seguire il progresso dell’alunno

Con tale metodo da me utilizzato, si inizia con la somministrazione del Test Linguistico-Diagnostico e si annotano, il livello e le diffcoltà specifiche. Iniziando con la scheda giusta che spesso coincide con la prima, si seguono le istruzioni inndicate in ognuna di esse. Il materiale è strutturato affinché seguendo ogni elemento linguistico e assicurandosi che il bambino non proceda oltre se non ha la padronanza dell’elemento precedente, si può osservare chiaramente il progresso del bambino. Si prende poi nota del miglioramenteo dello studente utilizzando la scheda per la misurazione del progresso stesso.

Come misurare i risultati

      E’ necessario scrivere una relazione relativa ai:

  • risultati del Test Linguistico-Diagnostico;
  • risultati del test LAC;
  • risultati del test sulla comprensione se affidabile e con riferimento alle nostre norme attuali;
  • somministrare la batteria dei test dopo un periodo di tempo pari all’anno scolatico. Documentare i risultati in una relazione scritta.

Modi informali per misurare il miglioramento

  • Documentare l’incidenza delle inversioni, delle omissioni o sostituzioni delle lettere.
  • Tenere, ogni mese, esempi dei compiti scritti in classe prima della correzione dell’insegnante di classe.
  • Misurare il tempo utilizzato dall’alunno per leggere le schede di riepilogo di ogni livello del programma.

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