Autismo, DSA e…

Dott.ssa Donatella Ghisu Ψ

I disturbi specifici di apprendimento

      Il bambino dislessico, prima del suo ingresso nella scuola elementare, ha solitamente condotto esperienze soddisfacenti all’interno della scuola dell’infanzia; è stato un bambino vivace, curioso, creativo che, in alcuni casi può avere manifestato lacune nel linguaggio orale, in altri lacune nelle componenti percettivo – motorie. Queste difficoltà non sempre però vengono accertate, proprio perché mascherate dall’esuberanza, dall’estro e dall’inventiva. Ad una attenta osservazione non sfuggirebbero però dati significativi che favorirebbero un intervento precoce finalizzato alla riduzione delle lacune individuate.

Ciò che caratterizza il bambino con disturbo specifico di apprendimento è la presenza di un impaccio considerevole nello svolgimento di tutte quelle attività che richiedono un’integrazione di più competenze di base; è proprio l’intreccio di capacità diverse che mette a dura prova il soggetto nel suo processo di apprendimento scolastico.
Queste difficoltà riguardano infatti il difficile uso delle seguenti competenze:

  • Coordinazione oculo – manuale
  • Integrazione visivo – uditiva
  • Integrazione percettivo – motoria
  • Integrazione spazio – temporale
  • Memorizzazione visivo – uditiva
  • Memorizzazione visiva sequenziale
  • Memorizzazione uditiva sequenziale
  • Competenze meta – fonologiche
  • Simbolizzazione grafica sequenziale
  • Decodifica visiva sequenziale

      Come possiamo osservare, ciascuna competenza elencata è caratterizzata da una duplice definizione, poiché la difficoltà più evidente e più marcata, che, talvolta può condurre a un vero e proprio impedimento, sta proprio nel “mettere insieme” capacità diverse, nell’utilizzare contemporaneamente più elementi conoscitivi. La vera difficoltà del bambino con disturbo di apprendimento non sta tanto, ad esempio, nel non riuscire a discriminare visivamente forme (dati percettivo – visivi) o nel non discriminare suoni e rumori (dati percettivi uditivi), ma principalmente portare processo di integrazione tra gli stessi (nell’associare, ad esempio, un suono (fonema) ad una forma (grafema).

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