Autismo, DSA e…

Dott.ssa Donatella Ghisu Ψ

La diagnosi e la sua importanza

       Vista la complessità del problema, risulta chiaro che ciò che si può fare all’interno della scuola e in famiglia è importante, ma non sufficiente; è quindi necessario un processo diagnostico e terapeutico personalizzato, per poter davvero ottenere risultati soddisfacenti.
      La diagnosi precoce offre indiscutibilmente buone garanzie per la riduzione dei disturbi, ma, anche con i bambini più grandicelli è possibile ottenere risultati soddisfacenti.

La diagnosi come primo passo


      Quando ci si trova di fronte ad alcuni dei sintomi del problema che sono stati descritti, occorre intervenire tempestivamente.
I genitori vengono generalmente convocati dagli insegnanti che sono i primi a poter osservare le difficoltà di un fanciullo dislessico a scuola.
Tuttavia, spesso il primo problema da risolvere è proprio la resistenza ad accettare la necessità di portare il proprio figlio da uno specialista, uno psicologo o un neuropsichiatra infantile esperto in disturbi dell’apprendimento, che sia in grado di accertare se si tratta di una difficoltà di apprendimento che necessita dell’avvio di una procedura completa di diagnosi e della programmazione di interventi di supporto.
Lo studio dell’andamento del disturbo nel tempo mostra che più veloce è il superamento della negazione del problema da parte dei familiari, più ampio è il recupero dello stesso. Infatti, se l’intervento avviene nei primi stadi delle difficoltà, un bambino potrà avere un aiuto specifico e tenderà a demotivarsi meno e a sentirsi meno insicuro, nonché a potenziare subito le abilità che mostrano insufficienze a vantaggio degli apprendimenti scolastici.

Dopo aver sottoposto la situazione ad un professionista in grado di valutare le specifiche difficoltà scolastiche e di apprendimento, è possibile comprendere se è necessario proseguire con la valutazione integrata effettuata da un’équipe multidisciplinare di una struttura sanitaria locale che comprende generalmente un neuropsichiatra, uno psicologo ed un logopedista. Questo passo consente di valutare se vi sono altre problematiche associate, l’entità della difficoltà ed ogni altra informazione sia necessaria al fine di poter supportare la persona dislessica nel corso delle fasi di apprendimento.

Generalmente il referto diagnostico riporta il motivo per cui il bambino valutato è stato sottoposto originariamente a tale procedura di approfondimento conoscitivo, con un riferimento specifico alle difficoltà scolastiche inizialmente mostrate insieme al resoconto dei test utilizzati, fino a giungere alla diagnosi analitica per poter prevedere le misure di aiuto specifico che possono limitare il problema.

Di fronte a tale realtà è importante che i genitori e gli educatori siano informati sul fatto che un bambino dislessico è in grado di imparare, ma che possiede una tendenza a farlo in un modo diverso che, di fronte a procedure standard di insegnamento, tende a produrre stanchezza, difficoltà e lentezza.
È pertanto inutile e persino inopportuno e peggiorativo, in termini principalmente di sostegno alla passione per la conoscenza, mettere in atto dei comportamenti punitivi o ripetitivi.
Uno dei principali errori da evitare è quello di far replicare la lettura di uno stesso testo più volte, nel tentativo di ridurre il numero di errori commessi che potrebbe decrescere in tale scritto solo per via di un processo di memorizzazione del testo, ma che si riproporrebbe in modo simile di fronte a nuovo materiale di lettura. Inoltre, questo atteggiamento porta con sé altri rischi tra cui quello di stancare il fanciullo dislessico e di ridurre drasticamente l’attrazione per la lettura, nonché quello di convincerlo in breve tempo di non essere in grado di leggere correttamente, un’evidenza di fronte alla quale tenterebbe, come ogni altra persona, di sottrarsi a future esperienze scoraggianti.
In modo simile agiscono i compiti di copiato ed in particolare quelli relativi a liste di parole nuove o meno note.
Altamente scoraggiante diviene la correzione sottolineata o evidenziata di tutti gli errori presenti nei compiti scritti che non siano centrati sull’apprendimento ortografico. L’obiettivo che deve essere condiviso tra gli insegnanti che hanno allievi dislessici in classe è che gli apprendimenti dei concetti e dei contenuti in questo caso sono prioritari rispetto alla forma.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...