Autismo, DSA e…

Dott.ssa Donatella Ghisu Ψ

Età Evolutiva

Paure e Fobie nei Bambini 

Tra le cosiddette emozioni universali la paura riveste un ruolo privilegiato. Si tratta di un’emozione che coinvolge anche i bambini più piccoli. In questo caso diventa più complicato individuarla perché non sempre può essere verbalizzata. I bambini, ad esempio, possono manifestare il disagio legato alla paura attraverso atteggiamenti instabili, turbolenti piuttosto che intimoriti o eccessivamente razionali. È corretto sostenere che anche i bambini più piccoli possono provare paure particolarmente intense. Ma quali sono le paure che li assalgono?

Quali sono

Esistono alcune paure “trasmesse” dal micro e dal macro ambiente. Sono le paure che noi genitori infondiamo ai propri figli (ad esempio attraverso atteggiamenti ansiosi) e sono le paure che la società stessa impone alle persone (paura del terrorismo, rapine, ecc).

Paure naturali e fisiologiche

Di contro esistono paure tipiche delle varie fasi dello sviluppo, al punto che è possibile affermare che ogni età ha le sue paure naturali e fisiologiche.

1. Nei primi sei mesi di vita ciò che spaventa i bambini sono i rumori intensi. Il bambino, inoltre, piange quando lo si spoglia (non perché ha freddo ma perché sente un cambiamento sulla pelle che gli provoca disagio) e teme il cosiddetto “riflesso di Moro” che consiste nella risposta alla sensazione di cadere all’indietro.

2. Nel secondo semestre di vita, quando il sistema nervoso consente ai bambini di discriminare il viso delle persone, compare la paura di separarsi dalle proprie figure di riferimento e, talvolta, può comparire anche la paura degli estranei. Tipica di questo periodo è anche la paura di restare soli.

3. Nel secondo e nel terzo anno di vita le paure sono legate alle esperienze che i bambini vivono: il medico, gli animali, l’acqua, se legati a vissuti negativi possono essere la causa di paure che, comunque, tenderanno a passare dopo qualche tempo.

4. Tra i tre e i sei anni compaiono la paura del temporale, dell’oscurità, dei mostri, dei lupi e dei fantasmi, di essere rapiti e di perdersi.

5. Tra i sei e i dieci anni ci si trova davanti ad alcune paure che, a differenza delle precedenti, tenderanno a durare a lungo: paura della separazione dei genitori, di non essere accettato dai compagni, paura degli insetti, dei serpenti, dei ladri, dei rapinatori, del sangue, delle iniezioni, degli incidenti, ecc.

Il bambino che si trova in questa fase dello sviluppo teme, inoltre, le situazioni nuove che non conosce e che, quindi, non gli danno sicurezza.

Paure e Fobie

Con lo sviluppo molte paure scompaiano spontaneamente. Tuttavia i genitori possono fare molto per aiutare la crescita dei propri figli e per evitare che semplici e utili paure diventino vere e proprie fobie. Qual è, infatti, la differenza tra paura e fobia? Nella paura c’è un pericolo esterno e reale, che provoca una sensazione di ansia più o meno profonda. Se, ad esempio, un bambino si trova vicino ad un burrone, quando ha paura può reagire allontanandosi dal pericolo. Nella fobia, invece, si assiste ad un timore eccessivo e non reale che può provocare attacchi di panico.

Cosa fare? Cosa possono fare, quindi, i genitori?

1. Con i bambini più piccoli è opportuno cercare di essere abitudinari in quello che si fa. Tecnicamente si dice che è necessario adottare le cosiddette routine: ripetere le stesse azioni (ad esempio prima dell’addormentamento). Ciò contribuisce a dare sicurezza ai bambini in quanto l’azione è a loro già nota.

2. Aiutare il bambino ad affrontare la paura gradualmente.

3. Dare il buon esempio dimostrando con i fatti che certe paure sono infondate. 4. Ascoltare il bambino e le sue motivazioni dando importanza ai suoi vissuti.

5. Spiegare perché una situazione non è pericolosa, riportandogli esempi concreti.

6. Utilizzare delle fiabe o dei racconti che aiutino il bambino a tradurre in immagini le sue emozioni (rivolgendosi ad un esperto è possibile ricorrere, ad esempio, alla tecnica dello psicodramma o alla musica).

7. Lasciare i bambini liberi di esprimersi attraverso il disegno ed il gioco (anche in questo caso, rivolgendosi ad uno specialista, è possibile effettuare una corretta interpretazione e valutazione dei disegni).

Di contro, cosa non devono fare i genitori?

1. Costringere o insistere affinché il bambino affronti necessariamente una situazione di cui ha paura.

2. Banalizzare e svalutare le paure dei bambini.

3. Umiliare il bambino attribuendogli aggettivi quali “fifone” o “pauroso”.

4. Essere troppo ansiosi. È opportuno infine ribadire che la paura, se non si trasforma in fobia, può avere un significato positivo per la crescita dei bambini: li aiuta a non mettersi in situazioni che potrebbero rappresentare un serio pericolo per la propria incolumità.

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