Autismo, DSA e…

Dott.ssa Donatella Ghisu Ψ

Handicap e bisogni speciali

Diero le cose così come sono

c’è anche una promessa,

l’esigenza di come dovrebbero essere;

c’è la potenzialità di un’altra realtà, che preme

per venire alla luce,

come fosse la farfalla nella crisalide.

Utopia e disincanto, anziché contrapporsi,

devono sorreggersi e correggersi a vicenda.

(Claudio Magris)

      L’integrazione scolastica egli alunni in situazione di handicap sta entrando nella sua età adulta e la sua funzione di stimolo e di arricchimento della Qualità della scuola per tutti gli alunni si fa sentire ormai con forza (D. Ianes).

      Diversità è ciò che differisce da altra cosa con cui si paragona. E’ differenza, difformità, dissonanza, divario, contrasto. La diversità è come Giano bifronte: contrasto e varietà. Qualità come peso specifico di una persona, di un gruppo, di una situazione, che tuttavia può diventare risorsa per la convivenza, per la coeducazione.

      Tale qualità è:

  1. a fondamento della natura: la si riscontra nella varietà delle razze e delle specie, delle orme e delle funzioni; ma tali diversità sono chiamate a entrare in relazione fra loro, a intersecarsi, a interagire e, in certi casi, a integrarsi;
  2. a fondamento della cultura: ogni cultura si caratterizza per peculiarità proprie, differenti a quelle di altre; ma tutte le culture hanno qualche cosa in comune;
  3. a fondamento della vita: sia sufficiente pensare alle differenze sostanziali fra uomo e donna, ma di per sé così complementari.

L’essere umano è sempre stato consapevole delle differenze tra i suoi simili; certamente, egli ha concepito varie teorie, opinioni o superstizioni sulle cause di tali differenze e le ha differentemente interpretate secondo il suo fondo di tradizioni, ma sembra aver sempre accettato il  fatto della loro esistenza.

In merito all’educazione e ai processi di insegnamento/apprendimento, occorre tener conto – al di là degli aspetti interculturali e interetnici contingenti, che sono di per sé comunque indicativi di una dimensione del futuro – del fatto che trascurare le diversità comporta inevitabilmente disuguaglianze dei risultati. Non è sufficiente indicare una generica attenzione ai bisogni formativi della singola persona; a tale attenzione devono corrispondere dimensioni operative congruenti.

La diversità può essere intesa come necessaria e utile; non va negata, ma riconosciuta e rispettata. Non esiste un criterio di eguaglianza assoluto: giustizia non è dare a tutti la stessa cosa, ma a ciascuno il suo. La vera eguaglianza rispetta la diversità e la valorizzazione di quest’ultima diventa criterio-guida per le scelte di ognuno.

(A. Anastasi)

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